Binge Drinking. Mondo Liquido #2 – recensione di Chiara Tedesco

Milano – Tre adulti che discutono, preoccupati. Per cosa, non si sa. Difficile a dirsi, ma, una volta, erano adolescenti anche loro. Un’ adolescenza trascorsa nell’attesa dello “sballo” del sabato sera. Un’ adolescenza trascorsa in un locale, unico posto dove non si sentivano insufficienti o inadeguati.
E’ forte e diretta come un pugno nello stomaco la storia del Rosso, Kappa, Ste’ e Jacopino, andata in scena al Teatro Verdi il 16 marzo. Una messa in scena che ha immediatamente catturato il giovane pubblico, che si è riconosciuto in quella verità tanto spietata ed estremizzata quanto vicina alla realtà. La difficoltà dei rapporti con genitori e insegnanti. Desiderio di fuga dai problemi. Monotonia. Monotonia come quella delle tute nere indossate dagli attori. Nero per tutti, la distinzione è creata solo da un oggetto simbolo del personaggio. Monotonia come le tre sedie trasparenti, unici oggetti di scena, insieme a qualche bottiglia sparsa qua e là. Ma tutto cambia il sabato sera, quando l’ alcol prende il posto della noia.
La raffinatezza con cui si presenta Binge Drinking – Mondo Liquido, unita all’attento e minuzioso lavoro di ricerca sulla psicologia adolescenziale e ai sofisticati giochi di luci e colori arriva dritta alla gola degli spettatori, colpendoli con un grido disperato che invita alla consapevolezza e al rispetto di sé stessi attraverso un racconto di gioventù e divertimento, tristezza e conseguenze.

Chiara Tedesco
Liceo classico Parini

Rispondi