Corpi in movimento

Il distanziamento sociale e i mesi di lockdown hanno profondamente mutato il rapporto con il nostro corpo e con quello degli altri, all’interno dello spazio privato e soprattutto nei luoghi pubblici. La danza e le performing arts  rappresentano una significativa possibilità per superare le difficoltà relazionali legate all’isolamento e alla paura causati dal Covid19.  Riattivare il corpo e la visione di una pratica fisica codificata, possono diventare strumenti preziosi per i più giovani per riflettere sulle modalità di ravvicinamento con l’altro e di riappropriazione degli spazi condivisi.


SPETTACOLI PERCORSO:

 

 

ALCUNE COREOGRAFIE
di Jacopo Jenna

6-7 novembre 2020
Teatro Out Off (Danae Festival)

Come nasce una coreografia? Quali sono gli strumenti con cui il corpo di un danzatore può comunicare a un pubblico? Ramona Caia guidata da Jacopo Jenna mette in scena l’atto creativo della danza, attraverso la mimesi di frammenti video che raccontano la storia della performance e della coreografia, senza tralasciare il confonto con l’attualità: dal mondo del cinema a quello virtuale, fino all’immersione in un paesaggio in cui l’umano è ormai assente. La danzatrice incarna, trasforma, riporta al presente il corpo delle immagini proiettate e, sradicando i movimenti dalle gabbie di una coreografia esatta, punta dritto verso l’immediatezza linguistica del linguaggio della danza

ideazione, regia e videocoreografia: Jacopo Jenna
collaborazione e danza: Ramona Caia
collaborazione e video: Roberto Fassone
musica originale: Francesco Casciaro
produzione: KLm – Kinkaleri
coproduzione: Centrale Fies

*Che lingua parla il corpo? – laboratorio

Un danzatore professionista condivide i rudimenti della grammatica del movimento e riflette insieme agli studenti su temi attuali tanto nell’ambito della danza quanto nella nostra quotidianità: distanza e diffidenza verso l’altro, creazione di comunità, rapporto tra i corpi, memoria biografica e utilizzo di dispositivi.

 

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