Rappresentare il femminile

Dall’immagine del corpo della donna nella società alla violenza di genere: il teatro diventa il luogo dove affrontare uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi anni. Una prospettiva articolata, fatta di voci femminili diverse: dal palco a un’esperta di gender studies per un dialogo aperto al riparo da luoghi comuni e banalizzazioni.


SPETTACOLI PERCORSO:

POINGS (Pugni)
Teatro i, 29 – 30 novembre 2019

di e con Pauline Peyrade
un progetto Piccola Compagnia della Magnolia

Poings (Pugni) è una battaglia per riappropriarsi di sé. Ci racconta i cinque momenti cruciali di una relazione amorosa tossica, dal primo appuntamento alla rottura, tramite lo sguardo di una donna in stato di shock, che si affanna per dare un senso a ciò che ha vissuto. Sensibile è la perdita di riferimenti. Stancarsi a morte per potersi risvegliare, distruggersi per ricostruirsi, andare il più possibile lontano per tornare vicini a se stessi. Ogni esperienza esplora uno stato limite per rivelare la forza implacabile del rifiuto e della resistenza che risiede nel nostro essere più profondo.


 

TRIEB_L’indagine
Data e luogo da definire

di e con Chiara Ameglio
regia Chiara Ameglio
collaborazione artistica e alla regia Marco Bonadei
direzione tecnica e light design Giulia Pastore
sound design Diego Dioguardi
realizzazione maschere Marco Bonadei
produzione Fattoria Vittadini e Campsirago Residenza

Riflettendo sul concetto di unicità e complessità della persona, sulla coesistenza di luce e ombra in ogni identità, lo spettacolo mostra l’esperienza di una liberazione e di un’ammissione. La protagonista è sospesa nel tempo, tra l’umano e il mostro. Qualcuno la sorveglia. Cosa accade se incontriamo quello che ci fa più paura? Siamo capaci di amare anche ciò che ci rende imperfetti? L’impulso (in tedesco: Trieb) alla malvagità, all’azione crudele, all’atto efferato, al crimine è qualcosa a cui i mezzi di comunicazione di massa, in particolare la televisione, si rapportano spesso. Il mostro diventa allora un’attrattiva con la spettacolarizzazione dei fatti di cronaca nera: stragi familiari, pedofili, madri che uccidono neonati, femminicidi; il male diffuso in modo capillare è presente in ognuno di noi, crea un substrato di ansia e di paura. La società, impegnata nella costruzione di un individuo socialmente prevedibile e manipolabile, non può che essere ostile al “mostro”.


Incontro con
CARLOTTA COSSUTTA – Filosofa di genere

Assegnista di ricerca in Filosofia Politica presso l’Università del Piemonte Orientale, ha conseguito il dottorato presso l’Università di Verona con una tesi sul legame tra biopolitica e soggettività delle donne dal titolo «Corpi pubblici: cittadinanza, maternità e potere a partire da Mary Wollstonecraft». È parte del centro di ricerca Politesse – Politiche e teorie della sessualità, con cui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: i femminismi, le teorie queer e la storia del pensiero politico delle donne.


Svolgimento: incontro in classe + visione spettacolo + incontro con esperto + visione spettacolo + incontro in classe

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