Art in action

Ospiti del PAC, fiore all’occhiello del circuito museale di Milano, i nostri acrobati s’immergeranno nel mondo caleidoscopico dell’arte contemporanea e non solo. Condotti da esperti del settore in un interessantissimo percorso che va dall’arte visuale alla performance, i ragazzi avranno modo di esplorare la ricchezza espressiva del lato creativo del mondo.


SPETTACOLI PERCORSO:

 

If, if, if, then
26 ottobre, PAC
per Danae Festival

concept, regia e coreografia Jacopo Jenna
musica Caterina Barbieri
danza e collaborazione Nawel Nabù Bounar, Sly, Andrea Dionisi
direzione tecnica e disegno luci – Giulia Broggi
print designer Caos et Blue
costumi Eva di Franco
organizzazione Luisa Zuffo
produzione KLM – Kinkaleri, Le Supplici, MK
co-produzione Centrale Fies, Danae Festival

If, if, if, then è una serie probabilistica, un algoritmo sull’evoluzione. Uno dei principi del Darwinismo universale è che ogni informazione che subisca variazioni e sia selezionata produrrà progetto.
La coreografia tende a ricollocare culturalmente grammatiche diverse di movimento, definendo una forma astratta di costruzione ed osservazione della danza. Una stratigrafia profonda, di immagini su immagini; una sotto l’altra, una dopo l’altra, costituendo un infinito palinsesto di dati visivi, situati nei giacimenti iconografici dei nostri repertori, dei nostri archivi e, soprattutto, della nostra influenza mimetica. Il corpo vuole essere presentato come la realizzazione di un potenziale virtuale di innumerevoli stati materiali, che solo in parte si concretizzano nel tempo attraverso un processo continuamente ridefinibile. I danzatori sono contenitori postmoderni, un insieme articolato di riferimenti ibridi legati alle varie forme di street dance e alle pratiche della danza contemporanea, con le quali possono spostarsi in un secondo da questo a quel codice, senza tuttavia mai trovare un terreno stabile su cui sostare. In questo progetto la danza si sviluppa attraverso un flusso multiforme in continuo cambiamento di forze, in contrasto o in dialogo con la parte sonora curata dalla compositrice Caterina Barbieri attraverso un utilizzo espanso di sintetizzatori modulari analogici. Caterina esplora gli effetti psico-fisici della ripetizione, studiando il potenziale polifonico e poliritmico dei sequencer per disegnare geometrie complesse nel tempo e nello spazio, creando pattern di un immensa grazia per esplorare la percezione umana inducendo un senso di estasi e contemplazione.


Incontro con

GIOVANNI RENZI – Storico dell’arte

Ha conseguito un dottorato in Storia dell’Arte all’Università di Padova. Si è occupato di storia della pittura quattro-cinquecentesca nel Nord-Italia ma anche di interferenze tra campo figurativo e campo letterario, nel passato come nel Novecento. Ha partecipato alla realizzazione di diverse mostre, a Milano e non solo (tra le altre, Bernardino Luini e i suoi figli, in Palazzo Reale nel 2014, e Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari, nel 2018). Da anni collabora con il FAI – Fondo Ambiente Italiano per la realizzazione di corsi di divulgazione storico artistica.

N:B: Oltre allo spettacolo e all’incontro con l’artista, il percorso prevede una visita guidata alla mostra di Cesare Viel Più nessuno da nessuna parte.


Svolgimento: incontro in classe + visione spettacolo + incontro con esperto + incontro in classe

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