Una risata consapevole con Goldoni

“Non si sa mai che ci sia più di quel che appare” diceva Lee Child. Ed aveva perfettamente ragione; ne è una prova il Teatro della Cooperativa, edificio laconico e logoro, che cela però al suo interno un’energia galvanizzante, miscela di genio teatrale ed esperienza. Marco Di Stefano, il regista, insieme a Chiara Boscaro, adatta a regola d’arte l’opera originale di Goldoni, portando in scena La Bottega del caffè che, con la propria spontaneità e freschezza, riesce a magnetizzare su di sé l’attenzione del pubblico per tutti i sessanta minuti della rappresentazione.

La drammaturgia si rivela essere coinvolgente e spiritosa al punto giusto, ma ciò che stupisce veramente è che, fatta eccezione per il linguaggio ed in particolare i dialetti, gran parte della rappresentazione è rimasta invariata da quella originale, e nelle parti dove ciò non è potuto succedere, Marco di Stefano e Chiara Boscaro riescono, senza essere ampollosi, a ritoccare il testo in modo così delicato e riguardoso, da rendere difficile riconoscere i tratti da loro ideati. Le pause, i dialoghi e i personaggi in sé sono tutti elementi organizzati ed orchestrati in modo tale da creare un’armonia appassionante che crea l’ambiente perfetto per assicurarsi una risata. Molto particolari e suggestive sono anche le strizzatine d’occhio rivolte all’opera di Goldoni che abbattono in maniera definitiva la quarta parete, già precedentemente intaccata dalla presenza di alcune persone sul palco e delle consequenziali interiezioni tra pubblico e attori. Ed è proprio grazie alla disinvoltura della compagnia teatrale La Confraternita del Chianti, ed alla sua flessibilità nell’esecuzione, ampiamente dimostrata in qualche sprazzo di pura improvvisazione; che l’esibizione riesce nell’intento di stimolare gli spettatori regalandogli, magari, qualche risata. Da non sottovalutare poi, è la presenza dei costumi e della scenografia; i primi sebbene non siano particolarmente articolati, riescono con semplicità nel loro scopo di delineare i personaggi. Allo stesso modo la scenografia, composta solamente da due poltrone e da un sipario, nel proprio minimalismo palesa un’atmosfera ben precisa. Spettacolo caldamente consigliato, soprattutto per chi desidera trascorrere un’ora all’insegna del divertimento consapevole però del messaggio positivo elargito durante l’esibizione, prima sulla ludopatia e poi sul tradimento, perché come diceva Goldoni negli “Innamorati”: “Ridete di loro, e non fate che si abbia a rider di voi”.

Noemi Vismara – Classe 1 A, Liceo Classico G. Parini

 

La Bottega del Caffè | Confraternita del Chianti
Visto giovedì 18 aprile

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