Stormo (R)Evolution: nessuno è da solo

L’inaspettata accoglienza delle luci fioche, la musica psichedelica e tratti tribale, un gruppo di persone che si muovono insieme creano l’armonia; a vederli sembrano uccelli in volo, non c’è un capo, ognuno è padrone di se stesso, del proprio corpo e del proprio personaggio.

Dal 13 al 18 ottobre si è svolto lo spettacolo Stormo (R)evolution promosso dal gruppo teatrale Effetto Larsen.La rappresentazione è inserita nell’ambito del Danae Festival. Il luogo dell’esibizione era lo spazio Assab One a Cimiano e consisteva in un’ ampia sala, priva di scenari o oggetti di scena. Vi era solo un gruppo di persone che controllavano luci e musica. Effetto Larsen ha proposto un workshop di quattro ore nei giorni precedenti allo spettacolo per preparare lo spettatore alla effettiva performance. 

Stormo (R)evolution rappresenta un modo diverso di fare “teatro”, dove lo spettatore diventa attore, prende parte in prima persona allo spettacolo, interagisce con coloro che sono gli attori a tal punto che quasi non si distinguono dai partecipanti. Né un palco, né un sipario, né un copione: tutti erano allo stesso livello, le parole erano superflue perché entrava in gioco il linguaggio del corpo, leggero, quasi trasparente, libero da ogni pensiero. I copri danzavano, si muovevano, correvano e la collettività permetteva al singolo di sentirsi parte del gruppo, sebbene fossero tutti perfetti sconosciuti. Si creava sintonia tra le persone, un senso di umanità che oggi si percepisce sempre meno. La musica, a tratti inquietante, a tratti giocosa dava ritmo ai movimenti, il metallico e lieto suono del sax suonato dal vivo rendeva il gruppo frizzante e vivace. Cambiando da lenta a veloce, da allegra ad angosciante, il gruppo mutava i movimenti, le espressioni e i modi di sfruttare lo spazio: una persona cominciava una corsa libera fino alla parte opposta della sala e gli altri lo seguivano, alternando la corsa a giravolte e piccoli salti. Come uccelli, pareva di volare, di vivere quei momenti insieme, facendo attenzione a non colpire l’altro. Nessuno era da solo.

Stormo (R)evolution lavora sui comportamenti che gli uccelli usano per migrare come strumento per la creazione di un’intelligenza collettiva. Infatti i partecipanti erano parte attiva del gruppo, potevano decidere se seguire o farsi seguire dallo stormo. C’erano momenti in cui si formavano due gruppi, due schieramenti che si fermavano uno davanti all’altro in attesa che uno dei due iniziasse un azione, che poteva essere anche solo sollevare un braccio. Da qui si creava un effetto a specchio che cresceva sempre più fino a portare i due gruppi a congiungersi nuovamente. Le luci erano fioche, tendenti ad un colore bluastro che infondeva tranquillità e pace. L’insieme di tutti questi elementi, quali la musica, lo spazio e le luci fanno di questo spettacolo la rappresentazione dell’arte contemporanea, a volte incompresa perché non riprende gli elementi classici e armoniosi della tradizione ma invece osa e sperimenta nuovi modi di trasmettere le emozioni. L’idea di “teatro” come luogo costituito da un palcoscenico e una platea svanisce lasciando posto ad uno spettacolo basato soprattutto sull’improvvisazione e sull’attenzione verso il prossimo. Stormo (R)evolution è un momento di pura umanità, dove pregiudizi, paura dell’altro e timidezza si fanno da parte lasciando la scena al divertimento e alla spontaneità; non c’è paura di risultare ridicoli, non c’è nessuna vergogna.

Arianna Saber – Classe 3B, Liceo Classico G. Carducci 

 

STORMO® (R)EVOLUTION | Effetto Larsen
Workshop di sabato 13 ottobre 2018
Visto giovedì 18 ottobre 2018

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