L’esperimento sociale dei Kaleider: The Money

“Avete un’ora di tempo per decidere come spendere al meglio la somma di denaro a vostra disposizione”. Questa è stata la frase da cui è partito lo spettacolo o – volendo osare – l’esperimento sociale. 

The Money è la combinazione tra un gioco di ruolo e una performance teatrale in cui è il pubblico a gestire lo show.  Si può assistere allo spettacolo del gruppo Kaleider scegliendo di essere un “testimone silenzioso” oppure un “giocatore”, il cui obiettivo è arrivare insieme agli altri giocatori, con una scelta unanime, ad una decisione su come devolvere una certa somma di denaro, con tutte le controversie e le inevitabili divisioni che una simile scelta comporta. Qualora i giocatori non raggiungano un verdetto finale entro il tempo prestabilito (di 60 minuti), i soldi andranno ai giocatori del successivo spettacolo. Poche righe prima però, lo spettacolo dei Kaleider è stato definito esperimento sociale: ma perché? La premessa ludica del loro lavoro getta le basi per una discussione unica che, proprio come dice la parola unica, è tale in quanto non ha eguali o simili, dunque è irripetibile: possiamo notare infatti che in un esperimento sociale ogni reazione o conseguenza è diversa dalle altre poichè ha caratteristiche diverse dalle precedenti.

Si tratta proprio del caso dello spettacolo di venerdì 22 febbraio tenutosi nello spazio Zona K di Milano, dove i testimoni silenziosi hanno assistito ad una discussione memorabile, poiché le personalità dei sedici giocatori-partecipanti si sono scontrate attraverso un vero e proprio dibattito in cui aspetti come altruismo e interessi personali non sono mancati. I testimoni silenziosi incuriositi sin dall’inizio della performance (forse misterioso, poiché il gruppo Kaleiders non ha dato tante spiegazioni su ciò che stava accadendo), hanno assistito ad uno spettacolo coinvolgente. Sono stati toccati due grandi argomenti attuali (che sicuramente accomunano i giocatori di questa con quelli delle altre performance): la legalità e l’economia. Economia è una parola che deriva dal greco “oikonomia”, letteralmente “amministrazione delle cose domestiche”. Essa studia la produzione, la distribuzione, il consumo di beni e servizi, e la loro gestione. Come in politica, così anche gli economisti sostengono diverse teorie su come sia meglio gestire e regolare il sistema e, proprio come degli economisti, i giocatori dovevano decidere come spendere il denaro che avevano. Tra loro infatti sono state avanzate varie proposte, ma alla fine solo una è stata promossa, ed essa ha uno scopo nobile. I giocatori infatti spinti dal desiderio altruista di trovare un accordo hanno optato per comprare (con i 1300 euro circa a disposizione) dei libri di testo per una scuola bisognosa di Affori, però essendo vincolati dal fatto che non potessero evolvere i soldi in beneficenza – gesto che avrebbe reso troppo facile il gioco –hanno deciso di dichiarare di comprare dei libri a nome di una partecipante.

Con lo spettacolo The Money non capiamo solo l’importanza dei soldi in una società consumista come la nostra, ma abbiamo anche la possibilità di apprendere come la partecipazione in un dibattito o in una discussione sia importante o addirittura indispensabile se si vuole cambiare qualcosa, che si tratti di dover prendere una decisione rilevante o no. Già Dante cerca di farci capire questo concetto: lui colloca nell’ Inferno le anime degli ignavi, ovvero coloro che durante la loro vita non hanno voluto scegliere, prendere una decisione. Questo atteggiamento purtroppo si verifica ancora oggi tra quegli adolescenti (tengo a precisare non tutti gli adolescenti) che magari si vestono in un determinato modo o ascoltano un genere musicale solo per moda e, discriminano le persone diverse da loro perché esse hanno avuto la forza di scegliere e la tenacia di distinguersi dalla massa, che ormai non pensa più con la propria testa.

Davide Donnarumma – Classe 3 M, Liceo Classico G. Parini

 

The Money | KALEIDER
Visto venerdì 22 febbraio 2019 

Rispondi