L’economia globale a teatro: chi ci controlla?

L’economia mondiale è come un gigantesco casinò”, disse Fidel Castro. Si vince, si perde e si ricomincia, è un circolo vizioso che non finisce mai. I soldi nel gioco d’azzardo, nell’economia e nella nostra vita hanno un ruolo primario, avere più soldi significa avere più potere.

Un sistema razionale giuda ogni giorno l’economia globale, ma la domanda che dovremmo porci è: chi sono le persone che la controllano?

Lies è uno spettacolo interattivo creato dal collettivo belga Ontroerend Goed, tenuto presso il teatro Zona K di Milano. Lo spettacolo induce a farti entrare nei panni delle persone che hanno il potere di guidare l’economia, a porti delle domande e a farti capire i giochi che si celano dietro tutto questo “casinò”. Per questo spettacolo Zona K è stato allestito come una grande sala da gioco, con tavoli che rappresentano ognuno un settore dell’economia mondiale. Per ogni tavolo un attore interpreta un croupier che spiga le regole del gioco fondamentali per far crescere la borsa e per prendere decisioni per lo sviluppo economico. Al centro una lavagna con i nomi dei vari tavoli sulla quale viene segnato l’andamento monetario che cambia durante il corso del gioco.

Lies non viene svolto, come nelle rappresentazioni classiche, con un palco e un sipario, ma permette allo spettatore di interagire con gli attori. Gli attori stessi non hanno un vero e proprio copione: improvvisano, perché ogni volta, in base a alle scelte fatte dal pubblico, cambieranno le sorti di ogni banca. Lo scopo del collettivo è quello di coinvolgere i partecipanti, farli sentire parte dello spettacolo, renderli responsabili delle proprie azioni e far tornale lo spettatore a casa con in testa un sacco di domande sugli avvenimenti successi e sulle azioni che hanno compiuto. La domanda che ci si fa tutti quanti è: sarebbe potuto finire diversamente se avessimo fatto scelte diverse? Nello spettacolo si rappresenta il mondo del trading, una realtà molto lontana per ragazzi dai quattordici anni, ma nonostante questo, è molto coinvolgente. In un inglese abbastanza difficile, con una terminologia legata al mondo degli affari, gli attori riuscivano comunque a farsi capire facilmente. Un altro lato positivo è stata la collaborazione che si creava tra il pubblico e gli attori. La musica e i suoni erano adatti ad ogni momento, suscitando diverse emozioni in base a quello che succedeva, a volte però non si riusciva a sentire ciò che dicevano gli attori. Durante lo spettacolo veniva eseguito un gioco di luci in base a ciò che accadeva, però in alcuni momenti erano talmente basse che non si riusciva a vedere ciò che accadeva sul tavolo. Piccoli dettagli che non hanno svalutato comunque l’ottima qualità dello spettacolo.

Vania Rozzoni – Classe 1 L, Liceo Artistico U. Boccioni

 

£¥€$ (Lies) | ONTROEREND GOED
Visto venerdì 22 marzo 2019
 

 

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