La sfida ai nostri principi dei Wunderbaum

Quanto è forte il legame che lega gli italiani alle loro canzoni popolari?

Su questo è possibile riflettere allo Spirit de Milan, luogo tanto fuori mano quanto sorprendente, in cui il 18 gennaio è andato in scena lo spettacolo La Canzone Nazionale del gruppo Wunderbaum. All’ingresso nella sala non si può trattenere lo stupore: lampadari sul soffitto, una piccola orchestra ad un lato della sala.

Inizialmente lo spettacolo non sembra avere un grande significato legato alla comunità: due attori nei panni dei presentatori, aiutati da alcuni coristi milanesi, tessono le lodi della cultura italiana, esortando il pubblico a cantare con loro le più celebri canzoni popolari italiane. Il risultato ricorda molto un festival musicale stile Sanremo. Nonostante un iniziale riluttanza degli spettatori ad unirsi al coro – cosa gestita al meglio dai presentatori – dopo poco il morale è alle stelle e nella sala sventolano bandierine italiane e la gente canta entusiasta.

Poi, ad un tratto, viene invitato ad unirsi alla “festa” l’addetto alla sicurezza, il quale racconta brevemente la sua storia e le sue origini straniere. Tutto sembra andare per il meglio, ma ad un tratto una lite fra il presentatore e Benedetto – l’addetto alla sicurezza – fa calare il gelo sul pubblico. L’imbarazzo e lo stupore rimpiazzano con forza quei sentimenti di allegria e gioia che prima riempivano la sala, in particolar modo quando Benedetto viene invitato sgarbatamente dai presentatori a lasciare la sala, in quanto lui non è come tutti i presenti, non può cantare con passione “Va pensiero”, non può quindi far parte dello spettacolo. Questo è considerato troppo da alcuni ragazzi seduti fra il pubblico, in particolare si alza una voce che urla chiaramente: “Resta!“. Il pubblico sconcertato, fissa in silenzio sei ragazzi alzarsi e andare da Benedetto, per convincerlo a tornare nella sala, domandandosi se anche questo facesse parte del copione.

Ora nessuno ha più voglia di divertirsi sulle note di “Fin che la barca va” o di “Nel blu dipinto di blu”. Il coro canta un Requiem, mentre tutti sono però con la testa altrove, a pensare a ciò che sta succedendo dietro le quinte. Perché i presentatori si sono spinti così oltre, compiendo un gesto che ha drasticamente cambiato il clima nella sala? La risposta viene trovata quando si ripensa, dopo il saluto finale degli attori, allo spettacolo nel suo insieme. Solo allora si può apprezzare interamente la maestria con cui i presentatori hanno alimentato il sentimento patriottico e di appartenenza dei presenti per poi usarlo contro di essi, sfidandoli a pensare innanzitutto ai principi fondamentali che – si spera – siano stati insegnati loro durante l’infanzia. Anche la recitazione degli attori è segno di grande esperienza: essi incarnano l’esasperazione dei presentatori della televisione, una chiara denuncia al mondo sempre più finto che vediamo alla TV: esortano il pubblico a cantare con loro, interagiscono con esso, rivolgendo domande ad alcuni spettatori.

Tutto è stato architettato con grande attenzione, e certamente ha fatto breccia negli animi degli spettatori, che di sicuro torneranno a casa canticchiando “Azzurro”, ma pensando anche intensamente a come sta cambiando il mondo in cui viviamo.

Marta Bottino – Classe I G, Liceo Scientifico A. Volta

 

LA CANZONE NAZIONALE | WUNDERBAUM

Visto sabato 19 gennaio 2019 in anteprima nazionale allo Spirit de Milan.

Rispondi