Una sottile linea tra senso, felicità e finzione

Beyond Fukuyama, in scena dal 26 ai 31 Marzo al prestigioso Teatro Filodrammatici di Milano, è frutto del duro lavoro di Thomas Köck, un giovane drammaturgo austriaco, e del celebre regista Renzo Martinelli che si è basato sulla traduzione di Adriano Murelli.

Cinque attori, una luce decisa e un sottofondo martellante, questi i tre attori chiave che ci accompagnano, e trasportano, nel corso dello spettacolo che affronta numerosi temi in modo brillante e leggero, così da rendere la scena accattivante e la sceneggiatura poesia

Come punto di partenza il giovane drammaturgo ha scelto un’opera con un’idea politica e sociale interessante e fuori dagli schemi. Francis Fukuyama è noto per essere l’autore del saggio politico La fine della storia, pubblicato più di vent’anni fa, nel 1992 – spiega Renzo Martinelli. Un saggio al contempo provocatorio e lungimirante, in cui Fukuyama sosteneva che la diffusione delle democrazie liberali, del capitalismo e, in generale, “dello stile di vita occidentale avrebbe determinato la conclusione dello sviluppo socioculturale dell’umanità, diventando la forma unica e definitiva di governo nel mondo”. Dopo aver analizzato a fondo tale teoria, Thomas sceglie di confutarla ipotizzando un futuro, non poi così tanto lontano dalla nostra realtà quotidiana, popolato da uomini persi in un mare di mediocrità che cercano una fonte sicura di felicità; essa però si rivela essere riconducibile solo ad una semplice e banale equazione che ci perseguiterà nel corso di tutta la messa in scena. Sesso, soldi, lavoro e tenere la bocca chiusa, in modo da non esporsi troppo, compongono la perfetta formula magica che rende felice gli uomini; ma è davvero tutto così semplice? Cosa si nasconde dietro un uomo medio che cerca di fare carriera e nel frattempo di tenere insieme i pezzi della sua vita sociale?

Uno spettacolo che dura troppo ma che, nonostante cio, è capace di tenere attaccato alla sedia un intero pubblico che probabilmente cade nella consapevolezza di come una realtà, frutto della fantasia di un giovane sceneggiatore, non sia poi così inverosimile o lontana dalla nostra routine. Ciò non può che fare paura; crea infatti una sensazione di claustrofobia, fomentata dall’atmosfera chiusa, cupa e dalla musica martellante, ritmata e continua, che fa uscire dalla sala, al termine della serata, un pubblico confuso e con tanti buoni spunti di riflessione a cui dar sviluppo.

Ma la fine è ciò che colpisce maggiormente: tante conclusioni che ne compongono con pazienza una sola. La storia continua, bene o male che sia; la Storia siamo noi, qui e ora.

Luna Selimovic – IIS C. Varalli

 

Beyond Fukuyama – felici-bum-tà! | Teatro i
Visto giovedì 28 marzo al Teatro Filodrammatici 

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