Vous êtes pleine de désespoir – Francesca Di Spigno

Vous êtes pleine de désespoir è uno spettacolo di Alessandro Bedosti e della compagnia del Teatro delle Moire che rielabora in modo originale il mito della sirena.
L’intera performance è ambientata all’interno di una piccola stanza bianca_ l’atelier creativo LachesiLAB. All’inizio dello spettacolo vediamo entrare in scena le figure di due uomini vestiti interamente di bianco (tute da laboratorio, guanti e stivali di gomma).
Uno di questi trascina al centro della stanza un sacco contente il corpo nudo di una donna, più precisamente di una sirena. La figura della donna è molto diversa dai modelli di sirena della società contemporanea… sembrerebbe più una creatura abbattuta da un mistero, fallita, scartata e ricoperta da una massa nera irriconoscibile.
Il corpo ha suscitato in me una sensazione di stupore perché la donna è riuscita con umiltà a cedersi agli occhi del pubblico nella sua totale nudità.
Il corpo rimane immobile per tutto il tempo; la sua posizione emana una disperazione sorda e ostinata, quasi come fosse contemporaneamente una divinità caduta e una divinità ancora attraente e piena di mistero. Intorno a questa figura oscura si svolge l’intero spettacolo, rappresentato dalle azioni dei due uomini che la osservano, la ispezionano e la toccano come qualcosa di “sacro”, come fosse una divinità vera e propria.
Questi atteggiamenti creano dubbi e perplessità negli spettatori.
La fine dello spettacolo viene determinata dall’uscita di scena dei due uomini e dall’entrata di una seconda donna, la quale, accompagnata da una musica sacrale, si siede su una sedia a contemplare, tra sé e sé, il corpo della sirena, emanando tristezza e dubbio attraverso piccoli gesti, ad esempio il fatto di mettersi le mani nei capelli e di rivolgere lo sguardo in basso.
La performance ha avuto una durata di 35/40 minuti e per l’intera durata dello spettacolo notiamo la presenza di una musica a momenti più bassa, in sottofondo; a momenti più alta, usata per dare forza alla scena stessa.
Un altro fattore molto originale è stata la richiesta da parte degli attori di non applaudire a fine spettacolo, ma di aspettare il suono di apertura di una saracinesca e semplicemente uscire.
È uno spettacolo molto misterioso, il quale richiede una massima attenzione da parte dello spettatore per i più minimi dettagli.
Inoltre il fatto che la parola non venga mai usata dagli uomini e dalle donne aggiunge una maggiore complessità alla performance e una maggiore libertà di interpretazione da parte dello spettatore.

Francesca Di Spigno

3^G – Liceo Einstein

Percorso Performance
Visto Mercoledì 9 maggio a LachesiLAB
Vous êtes pleine de désespoir
di e con Alessandro Bedosti, Alessandra De Santis, Attilio Nicoli Cristiani
con la partecipazione di Carlotta