La bottega del caffè – Iacopo Andreoni

“Fate sì che un giorno non si abbia a rider di voi”, queste celebri parole del drammaturgo veneziano Carlo Goldoni, uno dei padri del teatro moderno, capace di mischiare nei suoi lavori comicità e valori morali, sono state riprese nella reinterpretazione di una delle sue opere più fortunate, La bottega del caffè, andata in scena la prima volta nel 1751. Lo spettacolo, un progetto de La Confraternita del Chianti, si è tenuto il 18 Aprile presso il Teatro della Cooperativa di Niguarda con la regia a cura di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano.

La citazione di Goldoni rispecchia pienamente il senso dello spettacolo, che è capace in poco meno di un’ora di far morir dal ridere lo spettatore grazie a due loschi individui come Don Marzio – interpretato dall’eccellente Giovanni Gioia – e il conte Leandro – Marco Pezza – che grazie ai loro accenti stereotipati, ai loro voli acrobatici, e ai loro modi di fare molto scherzosi danno un tono estremamente comico a quest’opera. Alla meschinità di questi due personaggi si contrappone l’umiltà e la saggezza di Ridolfo – Diego Runk – proprietario dell’osteria che a suon di schiaffoni riuscirà a mettere ordine nelle vite di personaggi come Vittoria – Valeria Sara Costantin – pellegrina placida, Lisaura,  ballerina – interpretate entrambe da Valentina Scuderi – e di Eugenio, marito di Vittoria e affetto dalla smania per il gioco d’azzardo, non fisicamente in scena, ma sempre sulla bocca di tutti.

Le storie di questi personaggi si intrecceranno in un turbine di fughe, ricatti, tradimenti e moltissimi schiaffi, in un piccolo campiello veneziano rappresentato da due poltroncine al centro del palco in cui si siedono i personaggi principali, sei sedie, tre da una parte e tre dall’altra in cui il pubblico poteva prendere posto, facendo da folla della piazza. Dietro alla scenografia era presente un telo rosso con in cima la scritta “SLOT” della bisca, sempre presente in tutte le scene, il male, che è sempre presente anche quando non si vede.

È questa la specialità di quest’opera: è sia capace di farti divertire che affrontare temi importanti come il gioco d’azzardo. Proprio grazie a quella citazione di Goldoni, ripresa nello spettacolo da Ridolfo, lo spettacolo dà un importante consiglio all’ascoltatore: non entrare mai nel giro delle scommesse e del gioco che, poi, diventa difficile uscirne.

Iacopo Andreoni

2^H – Liceo Einstein

Percorso Drammaturgia
Visto Mercoledì 18 aprile al Teatro della Cooperativa
La Bottega del caffè
da Carlo Goldoni
regia Marco di Stefano
produzione Teatro della Cooperativa
un progetto La Confraternita del Chianti

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