Deep Blue – Emma Arpano

Un sogno ad occhi aperti

Alla fermata di Repubblica della linea gialla della metropolitana, uno spazio cupo nel sottosuolo milanese. È affascinante come sia stato scelto questo posto, il confronto e la collaborazione tra uomo e tecnologia ha un ruolo centrale nella performance e la location rispecchia perfettamente il concetto. Surreale, quasi fuori dal mondo e dal tempo, è questa performance ad opera di una compagnia olandese.

“Siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni, nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita” diceva Shakespeare, un alquanto inaspettato inizio ed una più che piacevole continuazione. Un po’ come lo spettacolo a cui abbiamo partecipato, travolgente e stupefacente, che mi ha portato a riflettere ma mi ha anche emozionato.

Ho adorato la confusione caratteristica di questa esibizione, perché secondo me rispecchiava a pieno il rapporto tra uomo e macchina che è alquanto complesso e articolato quasi quanto le relazioni umane.

Tutto riporta al tema del sogno, le luci, i suoni e gli oggetti di scena,sono in continua evoluzione come l’uomo e la vita. Il progresso tecnologico è qualcosa con cui abbiamo a che fare ogni giorno, cresciamo insieme alle macchine, ormai fa parte della nostra quotidianità ed essendo io nata nell’era digitale non riesco a fare a meno di rendermene conto.

È particolare come spettacolo, considerato piacevole e innovativo, consigliato a chi vuole evadere dalla mondanità.

Emma Arpano

1^B – Liceo artistico di Brera

Percorso Laboratorio
Visto Venerdì 27 aprile a Mare Culturale Urbano
Deep Blue
produzione Project Wildeman