A tu per tu con Marco Plini

Redazione/ aprile 5, 2018/ Incontri in #sal8/ 0 comments

«Perché proprio il Coriolano

 

 

La domanda dei ragazzi del Liceo Parini investe Marco Plini, regista, non appena viene aperto l’incontro al Teatro Sala Fontana.

«Una sfida: non avevo mai fatto Shakespeare, così ho deciso di incontrarlo su un testo che oggi ha molto da dire: alla parabola individuale si sovrappone una forte dimensione politica».

I ragazzi incalzano il regista chiedendo con curiosità qual è stato il percorso artistico della compagnia, come funziona il lavoro quotidiano che si nasconde dietro uno spettacolo, in che modo si affronta la riscrittura e l’allestimento di un classico.

Plini racconta le operazioni sul testo, condotte per mesi tra le mura di casa, alla ricerca del nucleo universale della tragedia e di quelle dinamiche che suonano cocentemente presenti: «il dramma è costruito su un equilibrio impossibile fra una guida capace, ma ostile alla forza crescente del popolo e una classe politica che nel nome popolo trama inganni e giochi di potere: nel mezzo, una massa volubile e facilmente plasmabile».

«Come avete pensato di costruire l’apparato visivo di un classico?»

«Non abbiamo cercato precise connotazioni storiche. Vedrete gli attori in giacca e cravatta, ma i riferimenti al presente sono ridotti: la tragedia parla da sé, e non c’è bisogno di intermediari “temporali”.  Anche la scenografia è molto semplice: è bastato sfruttare il potenziale significato racchiuso negli spazi di un teatro: questa sera sarete tutti coinvolti nei meccanismi del dramma e di una problematica democrazia».

 

Percorso Drammaturgia
Visto Mercoledì 21 marzo al Teatro Sala Fontana
Coriolano
di William Shakespeare
adattamento e regia Marco Plini
produzione Centro Teatrale MaMiMò

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