A tu per tu con Marco Plini

«Perché proprio il Coriolano

 

 

La domanda dei ragazzi del Liceo Parini investe Marco Plini, regista, non appena viene aperto l’incontro al Teatro Sala Fontana.

«Una sfida: non avevo mai fatto Shakespeare, così ho deciso di incontrarlo su un testo che oggi ha molto da dire: alla parabola individuale si sovrappone una forte dimensione politica».

I ragazzi incalzano il regista chiedendo con curiosità qual è stato il percorso artistico della compagnia, come funziona il lavoro quotidiano che si nasconde dietro uno spettacolo, in che modo si affronta la riscrittura e l’allestimento di un classico.

Plini racconta le operazioni sul testo, condotte per mesi tra le mura di casa, alla ricerca del nucleo universale della tragedia e di quelle dinamiche che suonano cocentemente presenti: «il dramma è costruito su un equilibrio impossibile fra una guida capace, ma ostile alla forza crescente del popolo e una classe politica che nel nome popolo trama inganni e giochi di potere: nel mezzo, una massa volubile e facilmente plasmabile».

«Come avete pensato di costruire l’apparato visivo di un classico?»

«Non abbiamo cercato precise connotazioni storiche. Vedrete gli attori in giacca e cravatta, ma i riferimenti al presente sono ridotti: la tragedia parla da sé, e non c’è bisogno di intermediari “temporali”.  Anche la scenografia è molto semplice: è bastato sfruttare il potenziale significato racchiuso negli spazi di un teatro: questa sera sarete tutti coinvolti nei meccanismi del dramma e di una problematica democrazia».

 

Percorso Drammaturgia
Visto Mercoledì 21 marzo al Teatro Sala Fontana
Coriolano
di William Shakespeare
adattamento e regia Marco Plini
produzione Centro Teatrale MaMiMò