A tu per tu con Filippo M. Ceredi

“Questo spettacolo nasce da una necessità: rendere la mia storia privata una narrazione pubblica e condivisa”

 

 

Con queste parole Filippo M. Ceredi inizia a raccontare, alla giovane platea radunata a Zona K, l’origine dello spettacolo Between me and P., dedicato alla sparizione volontaria del fratello Pietro nel 1987.

Chiara la storia da raccontare, difficile trovare la forma adeguata: partendo da un cassetto pieno di fotografie, appunti, ritagli di giornali, libri Ceredi avvia una ricerca e compone scrupolosamente un archivio che ripercorre le tappe della vita del fratello. Lo spettacolo, vista l’esperienza di Filippo da videomaker, poteva essere un documentario, ma come colmare vuoti e lacune nella narrazione familiare in una restituzione organica e coerente?

È qui che entra in gioco il teatro. Teatro delle Moire coinvolge Ceredi, incuriosito dal suo lavoro, in una residenza artistica all’Officina LachesiLAB suggerendogli di trasformare quell’archivio in una performance.

Filippo accetta la sfida e trasforma video interviste e materiali d’archivio in uno spettacolo accompagnato dal tutoraggio di Daria Deflorian. Grande è lo stupore dei ragazzi per il coraggio del performer alla sua prima esperienza teatrale.

“Non avevi paura di condividere una storia tanto intima e personale con un pubblico di sconosciuti?”, chiede stupita una giovane spettatrice. Più forte del coinvolgimento emotivo e familiare, fortemente presente, è stata l’esigenza profonda della testimonianza che si fa dovere nei confronti non solo della storia, ma anche e soprattutto della collettività.

I ragazzi, a fine spettacolo, invitati a esplorare di persona “l’archivio composto in scena” non si sono lasciati sfuggire l’occasione: tra l’ammirazione di una fotografia d’epoca e la curiosità per qualche appunto a margine di un libro di filosofia hanno vissuto l’esperienza di quel vuoto e della liberazione che nasce da una narrazione condivisa.