Marco Martinelli racconta Acrobazie Critiche

Redazione/ febbraio 21, 2018/ Senza categoria/ 0 comments

 

 

Ho sempre pensato, fin da giovane: che strano, nelle scuole si insegna la musica, il disegno… perché no il teatro? Forse è meno importante? 

 

Poi il destino mi ha portato a inventarmi la non-scuola, che è un modo da “stranieri” di far entrare il teatro dentro la scuola, il teatro che forse non deve confondersi con la scuola, che deve mantenere la sua alterità.

 

Oggi penso che, accanto alla non-scuola, sono benedetti i modelli come Acrobazie Critiche, dove studiosi di teatro hanno la possibilità di entrare nelle scuole e far percepire agli studenti i possibili e diversi “modi” di leggere uno spettacolo: fornire strumenti, insomma, come un idraulico o un falegname possono insegnare a manovrare un martello o una chiave inglese.
Poi toccherà ai ragazzi costruirsi il proprio tavolo, riparare il proprio lavandino, ovvero, fuor di metafora, approfondire la propria visione critica, che è sempre insieme visione del teatro e del mondo. 

 

 Perché non è di spettatori che abbiamo bisogno, quelli li forma la “società dello spettacolo” nella sua quotidiana catena di montaggio, abbiamo bisogno di cittadini consapevoli e appassionati.

 

Marco Martinelli

 

 

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