Fuori misura – recensione di Gaia Castellini

Lo spettacolo Fuori Misura, scritto da Valeria Cavalli, andato in scena al teatro Leonardo di Milano il 4 aprile, si apre con il protagonista, Andrea Roversi (interpretato da Andrea Robbiano) che, nonostante una laurea con 110 e lode in Lettere e il sogno di insegnare, è costretto a lavorare come impiegato in un call- center.
Un giorno qualunque, dopo il lavoro, riceve un telegramma per una supplenza nella scuola media che lui stesso ha frequentato, ma c’è un problema, ossia l’oggetto da spiegare: vita e opere di Giacomo Leopardi.
Ora, Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi, celebre poeta e scrittore italiano, è conosciuto soprattutto per il suo pessimistico modo di descrivere la vita e per far cadere in uno stato di depressione cosmica soprattutto i giovani lettori alle prime armi. Non è quindi una sorpresa la reazione negativa dello sconsolato Andrea che, alla sua prima opportunità di lavoro, si vede costretto a spiegare la vita di un uomo il cui pensiero pare troppo infelice e profondo per essere compreso da una classe di tredicenni.
Almeno così ci aspetteremmo. Veniamo in realtà sorpresi da quanto invece Leopardi appaia molto simile ad ognuno di noi e, mentre il professor Roversi ci racconta di questo brillante uomo, tra battute sagaci e ironiche, scambi con il pubblico e ricordi della scuola vissuti dal protagonista stesso, scopriamo i veri sentimenti del poeta che ricordano quelli di un adolescente come gli altri.
Quest’opera teatrale è un viaggio indietro nel tempo, nella Recanati del 1798, che facilmente riusciamo ad immaginarci grazie alla travolgente guida di Andrea Robbiano. Vediamo passare davanti ai nostri occhi l’intera vita dell’autore dell’Infinito, con le sue sofferenze, i problemi dovuti alla malattia, il tentativo di fuga, fino alla morte nel 1837. Tutto questo comprendendo sempre più l’animo del poeta e perfino quello del protagonista che parla all’intera classe, composta dal pubblico, di come ci sia un po’ di Leopardi in ognuno di noi.
L’attore riesce con facilità ad attrarre e mantenere l’attenzione di tutti gli spettatori, attraverso un’alternanza di momenti divertenti, nostalgici e commoventi. E non solo ci viene spiegato di Leopardi e della sua vita, ma anche dell’importanza di seguire i propri sogni e desideri. 
Ottima è quindi la recitazione di Andrea Robbiano che, da solo in scena, ci rivela la vera funzione del teatro: sentire una verità comune e vedere i nostri desideri e segreti nascosti prendere vita sul palcoscenico.
Lo spettacolo è caratterizzato da una semplicità che ci permette di comprendere con facilità la realtà senza il bisogno di vederla fisicamente e ci fa capire come alla fine essere “fuori misura” non sia poi così male.

Gaia Castellini
I.I.S. C.E. Gadda