Antigone – Teatro LaCucina

La tragedia antica di Antigone in una riscrittura moderna.

Il Sal8  con i ragazzi del Liceo Severi Correnti, il regista, la drammaturga, coordinato da Stratagemmi – Prospettive Teatrali.

ragazzi del Liceo Severi Correnti hanno avuto l’occasione di avvicinarsi al mondo della tragedia greca.
Hanno potuto sperimentarla dal vivo, confrontandosi al contempo con chi vive il teatro giorno per giorno.

 

Sandro Mabellini è il regista della riscrittura dell’Antigone di Sofocle ad opera di Deborah Gambetta.

Entrambi hanno partecipato al quarto Sal8 di Acrobazie Critichei nell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, sede di Olinda, Onlus che ha come scopo l’integrazione di persone con problemi di salute mentale.

Interessati al “dietro le quinte”, curiosi nei confronti di quei tanto misteriosi e acrobatici mestieri che si celano dietro uno spettacolo hanno voluto conoscerne le tempistiche.

La durata delle prove, la scelta di attori e scenografie sono stati oggetto delle loro domande. Li ha stupiti scoprire che le prove durano poche settimane e che il Teatro LaCucina è uno di quelli, non molti, in cui le sale prove sono disponibili prima delle date dello spettacolo.

Le domande per Mabellini e Gambetta sono diventate poi più personali. I ragazzi volevano scoprire se c’era stato un momento in cui avevano iniziato a sentirsi l’uno regista e l’altra drammaturga.
Riescono “a scrivere sulla carta d’identità” che quello è il loro mestiere?
Anche Maddalena Giovannelli e Francesca Serrazanetti di Prospettive Teatrali, hanno partecipato alla discussione sul concetto stesso di lavoro. Si è parlato del lavoro nel Teatro contemporaneo di come oggi sia tutto più confuso. Molte persone non si possono più dedicare a una sola cosa, non possono lavorare in un unico campo. L’importanza di scegliere ciò che si desidera fare deve andare di pari passo a un pagamento adeguato.

Gli studenti, infine, si sono interessati alle possibilità di dialogo tra un’opera classica e il mondo contemporaneo, chiedendo il motivo di quella scelta.
Perché mettere in scena l’Antigone di Sofocle oggi, che cosa può ancora trasmettere in un mondo così lontano dall’antica Grecia?
È l’importanza di quella storia, poco conosciuta dai ragazzi, ad averli colpiti. Non sapevano quanto sia stata fondamentale per la nostra cultura occidentale, quanto ci racconti di noi. La sua storia fa parte della nostra. Antigone, la sua coerenza, il suo coraggio, la sua libertà parlano chiaro a ogni individuo di lui stesso e della nostra società.