Amleto FX

di e con Gabriele Paolocà
collaborazione alla regia Michele Altamura, Gemma Carbone
scene Gemma Carbone
disegno luci Martin Emanuel Palma
produzione VicoQuartoMazzini, Progetto Goldstein, Teatro dell’Orologio

Amleto, giovane principe di Danimarca, si è chiuso nella sua stanza e non vuole uscirne.È sfinito dagli intrighi, dalla corruzione morale, dal “marcio” che grava sul regno, e medita di fuggirne col più drastico dei mezzi, il suicido. Vuole sottrarsi dalla sua vita familiare tormentata, da una vita sentimentale insoddisfacente, dai troppi oneri e i troppi onori che la sua posizione comporta. Nella stanza il giovane ci racconta la sua depressione e la sua fuga dal mondo in un monologo surreale, travestendosi e citando personaggi della nostra contemporaneità (da Amy Winehouse a Marilyn Monroe), passando da eroe tragico ad adolescente in crisi e in rotta col mondo. Un ragazzo come tanti insomma, con i problemi in cui tutti prima o poi ci imbattiamo, come l’essere sospesi tra la volontà di affermarci e la tentazione di scappare, di vivere la vita nei suoi pro e nei suoi contro o di scappare, di essere o non essere.

Perché vederlo?
Per scoprire una variazione (tragicomica) sul tema di una delle opere più celebri dell’Occidente, capace sempre di sorprendere a dimostrane che i classici sono davvero in grado di comunicare a ogni epoca e a ogni società se li si sa far parlare.