Antigone

regia Sandro Mabellini
tratto da Sofocle
una riscrittura di Deborah Gambetta
con Nicole Guerzoni, Stefano Baffetti, Cecilia Elda Campani, Alberto Baraghini
musiche originali composte ed eseguite al contrabbasso da Pietro Cavallucci
mezzosoprano Francesca Lisetto
produzione Olinda (Milano), Beat 72 (Roma), Espaceouvert (Bruxelles)

Antigone è solo una ragazzina, ma decide ugualmente di sfidare la legge dello Stato, e, trasgredendo alla decisione di suo zio Creonte, seppellisce il fratello morto, lasciato a giacere insepolto, preda degli avvoltoio, per aver tradito la patria. La pena di morte stabilita dal duro Creonte per chi infrange l’ordine costituito e le suppliche della sorella Ismene, per la quale la vita è più importante della coerenza morale, non varranno a fermare Antigone nella sua inscalfibile dedizione alle “leggi non scritte”.

Il capolavoro di Sofocle, considerato fin da Hegel il simbolo e la più alta espressione del conflitto fra la coscienza dell’individuo e il dovere imposto dal contesto politico in cui è calato, è stato un importante sostegno e punto di riferimento nell’ esperienza dei totalitarismi del Novecento e, ancora ai giorni nostri, ha molto da dire: “ogni volta che qualcuno subisce l’ingiustizia di una legge che reputa iniqua ci troviamo di fronte a una Antigone. – si legge nelle note di regia – Perché bene comune non significa automaticamente bene del singolo”.

Perché vederlo?

È l’occasione per avvicinare uno dei più begli esempi di tragedia antica sperimentandolo nella sua natura teatrale e l’opportunità di conoscere un testo fondamentale nello sviluppo della cultura occidentale e per la storia del nostro tempo.

Sarà interessante indagare e riflettere sulle possibilità di dialogo fra un classico e il contemporaneo: leggere Sofocle con nuovi occhi attraverso la riscrittura di una autrice contemporanea e riscoprire la dimensione musicale del teatro greco negli arrangiamenti del jazzista Pietro Cavallucci.