Binge Drinking. Mondo Liquido

testo Renata Coluccini e Mario Bianchi
regia Renata Coluccini
in scena Elisa Canfora, Dario De Falco, Stefano Panzeri
scene Marco Muzzolon
disegno luci Marco Zennaro
costumi Mirella Salvischiani
direttore di produzione Franco Spadavecchia

 

La vita di quattro ragazzi è messa a nudo nella sua ritmata frammentarietà per descrivere una settimana consumata nell’attesa dello “sballo” del sabato sera.
Gli episodi di vita familiare e scolastica si intersecano con momenti di relazione tra amici; alle loro voci si mescolano quelle degli insegnanti, dei genitori e del “barista” in un loop di finta comunicazione. I pensieri veri, quelli spesso nascosti, si rivelano solo al pubblico con cui i personaggi entrano in una relazione di confidenza.
A partire da una situazione di attesa drammatica, viene ricostruito un periodo determinante nella vita di quattro ragazzi, un periodo che determinerà una presa di coscienza e quindi dei cambiamenti o delle perdite. Per crescere bisogna scegliere.
Lo spettacolo affronta un disagio interiore che spinge i giovani “normali”, in maniera assolutamente trasversale rispetto alla società, a compiere scelte comportamentali spesso estreme che li portano all’abuso e in alcuni casi alla dipendenza dall’alcol. Il percorso di messa in scena nasce dall’incontro con alcuni testi, come L’età indecente di Marida Lombardo Pijola, L’epoca delle passioni tristi di Miguel Benasayag, Un milione di piccoli pezzi di James Frey, Cuore liquido di Zailckas Koren, che ci hanno spinto a un lavoro di ricerca sul campo e di confronto con giovani, adulti, genitori, medici, operatori incontrati nella fase di elaborazione del testo.

 

Perché vederlo?

Perché Binge Drinking è una fotografia, o meglio un insieme di fotogrammi, che susseguendosi formano uno spaccato della realtà di oggi.

Per confrontarsi con se stessi, attraverso un insieme di situazioni tragicomiche, che rivelano qualcosa di ognuno di noi.

 


One thought on “Binge Drinking. Mondo Liquido

  • Marzia

    Sono una giovane, ho 20 anni, forse non più così giocane da rispecchiarmi con i personaggi di ieri sera, ma sicuramente mi sono rivista in qualche scena, ho rivisto i miei professori, quelli che venivano a scuola per forza di inerzia, spinti solo dall’idea di raggiungere una pensione irraggiungibile, che nell’insegnare,non ci mettevano impegno, figuriamoci il cuore; ho rivisto anche la professoressa, che invece si distingueva, che “inspiegabilmente” il cuore ce lo metteva nell’insegnare, e infatti è l’unica che ha in-segnato, o meglio, lasciato il segno in tutti i suoi alunni, in un modo o nell’altro. Fortunatamente i genitori rappresentati nello spettacolo non rispecchiavano i miei, avendo una madre psicologa e educatrice ho avuto fortuna, o perlomeno non ho mai avuto il latte di soia a colazione! Ho visto molti ragazzi del mio quartiere, che ora forse mi spiego un po’ di più perchè stanno crescendo in questo modo, è come attraverso questo spettacolo avessi dato un’occhata alle loro case, ai loro pensieri. Mi sono rivista più piccola, quando al liceo sì, il sabato sera era attesissimo, per bere, perchè tutti bevevano, quel sapore che infondo infondo era ancora troppo forte e forse in realtà neanche ci piaceva. Una scena meravigliosa ed estremamente esplicativa, quella della bevuta, rappresentata come quella di una marcia di soldati : e un due, un due, un due, un bicchiere dopo l’altro, proprio come i soldati che infatti vanno probabilmente verso la morte anche se come i ragazzi pensano che non succederà mai a loro, ma a qualcun’altro. Bellissima scena anche quella dei babbuini, fortissima nella sua bestialità; e tristemente reale, Mi capita purtroppo a volte di salire sulla sostitutiva (la metropolitana notturna di Milano) e di incontrarli quei babbuini, ragazzi giovanissimi, di 14-15 anni, che ubriachi salgono , sul mezzo messo a disposizione dalla città per riportarli a casa e salgono imponendo a tutti la musica dai loro cellulari, fumando dentro l’autobus, arrampicandosi sui sedili, e urlando cori e parolacce (inspiegabilmente) all’autista. Ieri sul palco mi è sembrato proprio di rivederli. Attori meravigliosi, uno spettacolo che raccomanderei a tutti, ragazzi, perchè loro riguarda,e perchè tutti potremmo essere Paolino; e lo consiglierei agli adulti, genitori e non , perchè è difficile essere genitore, nessuno te lo insegna, ma questo spettacolo apre uno spiraglio da cui dare un’occhiata ai giovani d’oggi. Attori meravigliosi, che riescono con pochissimi oggetti di scena a rappresentare chiaramente personaggi diversi e complessi da realizzare. Anche la musica e le luci fanno la loro parte drammatica, angosciante e quasi straziante, adatta al tema!

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