L’età proibita. Appunti biografici di Marguerite Duras

drammaturgia Roberto Festa e Marìa Pilar Pérez Aspa
diretto e interpretato da Marìa Pilar Pérez Aspa
luci Alessandro Verazzi
scene Maria Spazzi

Mi dicono che sono pazza. Sì, sono pazza di scrivere…” M.D.

 

“Cercavo da tempo un testo che lasciasse un’eco a sipario chiuso, un testo che non consentisse di afflosciarsi in poltrona anzi, che portasse con se la stessa sensazione di dolore alle ossa che hai quando sei adolescente e stai crescendo, e fa male. Perché si può crescere in qualsiasi momento, come si può amare a qualsiasi età, come si può distruggere qualsiasi vita, così, quasi per diletto.” Marìa Pilar Pérez Aspa

In una forma teatrale immediata, senza scorciatoie ne possibilità di fuga, Marìa Pilar Pérez Aspa porta in scena una delle coscienze più lucide del nostro tempo, Marguerite Duras, scrittrice e regista francese.
Marguerite è una donna scomoda, una donna dalle parole forti, taglienti come frammenti di vetro, politicamente scorrette, che parla della casa e del rapporto delle persone con la casa che abitano, di amore – più che di storie di amore – di sesso, di corridoi dove si addormentano i bambini, della Francia, di stupidità umana, della scrittura, di se stessa.
Una donna che beve, che ride, che ama quando ‘non dovrebbe’, quando sarebbe proibito anche vivere. Una donna che non cerca l’approvazione, che vede, fino all’accecamento.

 

Perché vederlo?

Per la precisione, l’intensità e la misura dell’attrice Marìa Pilar Pérez Aspa che con naturalezza porta in scena la frammentaria autobiografia di Marguerite Duras.

Per conoscere il lavoro dell’ATIR (Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca) una delle realtà teatrali milanesi piu interessanti, che, sotto la direzione artistica di Serena Sinigaglia, lavora per un teatro semplice, diretto, privo di ermetismi o retorica.