Recensione di Giulia Granata, Liceo Volta: Io sto con la sposa

di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry
visto al Pim Off

Una volta qualcuno disse che “il cinema è un occhio aperto sulla realtà”.
E oggi, qualcuno ha voluto farci aprire gli occhi. Quel qualcuno sono Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry, con il loro nuovo film documentario Io sto con la sposa, uscito nell’Ottobre 2014.
Il film ci mostra il viaggio di cinque uomini in fuga dalla guerra, che al termine del fatidico viaggio nel Mediterraneo vogliono arrivare in Svezia. Ma non possono; perché l’Europa è una fortezza inespugnabile, e per passare il confine devi avere un passaporto. Ma queste persone non l’hanno mai avuto, un passaporto. E così nasce un’idea: perché non un corteo nuziale? Chi fermerebbe un corte nuziale? Da questa domanda nata un po’ per scherzo parte un viaggio dall’Italia alla Svezia; un viaggio per permettere a cinque uomini di raggiungere il paese dei loro sogni; un viaggio per contrastare una legge ingiusta, che va contro i diritti dell’uomo.
In questo viaggio vedremo una sposa raccontare la sua storia, e leggeremo negli occhi dei clandestini la paura che si portano dietro, e nelle voci dei contrabbandieri – perché di questo si tratta – la determinazione di portare a termine un’impresa. E tutte queste persone, non sono attori, e non hanno un copione. È tutto vero.
Ed ecco che vediamo il suono in presa diretta e le inquadrature a campo lungo, con la telecamera in mano a un cameraman in continuo movimento, mentre le luci sono quelle dell’autostrada e degli alberghi.
Tutto questo ci avvicina alle storie di queste persone, costrette a rischiare tutto per raggiungere un desiderio che dovrebbe essere alla portata di tutti. Molto buona, quindi, la scelta di non utilizzare effetti speciali o ritocchi alle riprese delle scene. Nel complesso, possiamo definirlo un ottimo film. Un film che non attrae il pubblico con giochi di luce e canzoni orecchiabili, ma che, nel suo semplice realismo, ci avvicina a un mondo non poi così tanto distante. Un film che consiglio vivamente per comprendere una parte di mondo, e che spero lasci in voi qualcosa, come in me ha lasciato rabbia e frustrazione, nonché la voglia di fare qualcosa per abbattere il fossato che si è creato intorno all’Europa.
Un film che apre gli occhi alla realtà.

Giulia Granata

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