La non-scuola

indexProfessione: laboratorio di teatro per adolescenti guidato da Monica Barbato e Alessandro Renda

 

Segni Particolari: La non-scuola arriva a Milano nel 2008 tramite la cooperativa sociale Olinda. Si tratta di un laboratorio teatrale – “braccio armato” dell’educazione sociale e civica del Teatro delle Albe di Ravenna – che coinvolge gli adolescenti delle zone Comasina, Affori, Bruzzano e Quarto Oggiaro.

Da esperienza stagionale che si svolgeva principalmente nel periodo estivo, nel 2012 la non-scuola diventa permanente: un cambiamento che la renderà come punto di riferimento stabile agli adolescenti dei quartieri interessati, e che sarà anche l’occasione per avviare percorsi determinati alla formazione di vere e proprie guide milanesi. Con questo nome vengono infatti indicati gli attori responsabili dei laboratori: si tratta spesso di giovani ex allievi del regista ravennate Marco Martinelli (primo fondatore della non-scuola), iniziati” al teatro in laboratori precedenti, che, una volta cresciuti, trasmettono il loro sapere ai ragazzi in un rapporto di reciproco arricchimento.

Quest’anno, per la prima volta, la non-scuola coinvolge anche gli studenti del liceo Manzoni di Milano, creando un cortocircuito geografico che fa incontrare aree lontanissime della stessa città.

La filosofia della non-scuola si basa sul coro, elemento simbolo del teatro nell’antica Grecia, che non è massa indistinta ma gruppo coeso di unicità.

 

Oggi in scena: Le Grandi Dionisie è uno spettacolo liberamente tratto da “Baccanti” di Euripide e “Donne al parlamento” di Aristofane.

Gli adolescenti del laboratorio ci trasportano in una Grecia antica ma, allo stesso tempo, molto vicina a noi, cogliendo l’attualità dei testi dei due maestri ellenici: politica, potere e rapporto tra i sessi sono argomenti ancora irrisolti. Le guide Alessandro Renda, attore del Teatro delle Albe e Monica Barbato, attrice milanese, attraverso quella sorta di “maieutica teatrale” tipica della non-scuola, tireranno fuori da ogni singolo ragazzo una ricchezza che solo lui può dare al gruppo. Euripide e Aristofane saranno per gli spettatori un variopinto mosaico, dove il confine tra la singola tessera e l’immagine completa si fa incerto e il dettaglio e la visione complessiva si fondono continuamente l’uno nell’altro.

 

Alessia Calzolari

Rispondi