Lorella Zanardo

Redazione/ marzo 23, 2014/ Archivio/ 0 comments

zanardo2Nome: Lorella Zanardo

Professione: Giornalista e attivista in difesa dei diritti delle donne

Segni particolari: Nata a Milano il 16 dicembre 1957, si laurea in Lingue e Letterature straniere presso l’Università Cattolica con una tesi sul teatro inglese degli anni sessanta del Novecento.
Lavora come traduttrice e insegnante in Italia e all’estero, a Oxford e a Monaco di Baviera.
Nel 1984 consegue un Master all’Università Bocconi quindi si occupa per alcuni anni di marketing, pubblicità e ricerche di mercato.
Il suo primo documentario è L’Iraq tra le due guerre, girato durante l’embargo del 1990 per documentare la spedizione umanitaria “Un ponte per Baghdad”.
Nel 2009, insieme ai due colleghi Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi, realizza Il corpo delle donne, un saggio visivo di 23 minuti composto da immagini estrapolate da programmi televisivi che documenta la rappresentazione del femminile dagli anno ’80 ad oggi: corpi necessariamente belli e giovani mostrati come oggetti sessuali, modificati dalla chirurgia estetica, imprigionati in maschere che ne impediscono l’espressione e che mortificano; per lo scalpore suscitato il documentario e il libro omonimo hanno portato un importante cambiamento nella consapevolezza e nella sensibilità delle nuove generazioni su questi temi.

Oggi in scena: Senza chiedere il permesso è un libro nato dagli incontri che Lorella Zanardo ha tenuto nelle scuole in questi ultimi anni; a partire dalle domande e dai pensieri dei suoi studenti si sviluppa questa riflessione, così riassunta dall’autrice: ‟Di fronte a voi c’è lo schermo, che sia della tv o pc non importa, è un mezzo di conoscenza insostituibile. Ma siamo noi a doverlo dominare, non viceversa. Usiamolo al meglio, ma che nessuna prigione limiti la vostra potentissima fantasia, che nessuna gabbia si materializzi dagli schermi per rinchiudere la vostra immaginazione. (…) Non aspettate, ragazzi. Non attendete istruzioni, ragazze, perché non arriveranno o forse arriveranno troppo tardi, e il tempo è prezioso”. Non bisogna chiedere il permesso.

 

Giulio Bellotto

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